mercoledì 14 marzo 2012

Il Madrigale

 Il Madrigale
                                                                                                                                                                                                                                                                                                          
  Durante il Rinascimento l'esercizio delle buone maniere e l'abilità nel destreggiarsi in tutti i campi del sapere caratterizzano i comportamenti della nobiltà. E la musica è l'ambito prediletto cui dedicare ore di intrattenimento e studio, di piacere e riflession. Per tutto il Cinquecento "far musica" diventa un vero e proprio gioco di società nel quale principi, dame e gentiluomi esprimono la propria abilità e cultura.



mercoledì 7 marzo 2012

la Corte nel rinascimento

La Corte


La vita politica, sociale e culturale del Rinascimento si espresse anche attraverso una
particolare istituzione, la corte. Il fenomeno non era del tutto nuovo, ma in questo
periodo esso assunse dimensioni e qualità peculiari, che lo designano appunto come
una caratteristica specifica dell’Europa rinascimentale.





La corte era una istituzione mobile: coincideva infatti con il luogo dove risiedeva il
principe, ma i principi rinascimentali (tranne quello che governavano Stati di piccole
dimensioni) si spostavano molto spesso, per controllare meglio i loro territori, per offrire la visione della propria persona a un maggior numero di sudditi o più semplicemente per ragioni di piacere, alternando per esempio residenze estive e residenze  invernali.

mercoledì 29 febbraio 2012

LA MUSICA SACRA NEL RINASCIMENTO

LA MUSICA SACRA NEL RINASCIMENTO
Secondo la tradizione la Basilica di San Pietro sorge sulla tomba dell'apostolo Pietro, crocifisso e giustiziato intorno al 60 d.C., sul luogo che il pontefice Anacleto volle segnare con la costruzione di un "trofeo".
Fu solamente con l'impero di Costantino e il riconoscimento della religione cristiana come culto ufficiale dell'impero romano che si gettarono le fondamenta della basilica paleocristiana di San Pietro.
I lavori, avviati nel 315 d.C., giunsero a compimento circa undici anni più tardi, quando papa Silvestro II consacrò la chiesa con una cerimonia solenne.

Dopo più di un millennio di storia l'edificio, nel quale erano anche ospitati alcuni affreschi di Giotto, era ormai in una condizione di pesante degrado quando Papa Nicola V ne decise un radicale restauro affidato a Leon Battista Alberti e a Bernardo Rossellino.
Dopo la morte del Pontefice, tuttavia, Papa Giulio II decise di interrompere i lavori varando il progetto per la costruzione di una nuova cattedrale.

mercoledì 22 febbraio 2012

I protagonisti del Rinascimento

Palestrina

Giovanni Pierluigi nasce a Palestrina, vicino a Roma nel 1525. La sua formazione e la sua attività di musicista si svolgono interamente nell'ambito della Chiesa romana: da fanciullo cantatore nella basilica di S.Maria Maggiore a maestro della cappella papale, incarico che, sia pure con vicende alterne, tiene fino alla morte, avventa nel 1594. I suoi funerali hanno luogo in S.Pietro e lì, sotto la Cappella Nuova, viene sepolto.

mercoledì 1 febbraio 2012

Roma nel cinquecento



Roma nel Rinascimento: una città di immigrati



La città di Roma è sempre stata caratterizzata da una folta presenza straniera, 
ma questa si accresce notevolmente dopo l’esilio avignonese (1308-1377)


 Tra la 
fine del Trecento e gli inizi del Cinquecento la città raddoppia la sua popolazione 
proprio per l’insediamento d’immigrati


 Alcuni cronisti quattrocenteschi 
prospettano addirittura “una città di stranieri”

sabato 3 dicembre 2011

Fonografo di Edison

Circa trent'anni dopo l'invenzione del telegrafo, Edison era riuscito nel 1877 a realizzare un ripetitore telegrafico in grado di incidere i punti e le linee del codice morse, su un disco, disegnando una traccia a spirale con una piccola punta, in modo che uno stesso messaggio potesse essere ripetuto più volte senza l'intervento dell'operatore. Il 17 luglio dello stesso anno egli si accorse che se il disco ruotava ad una velocità sufficientemente alta, la puntina emetteva vibrazioni che ricordavano il timbro della voce umana. Fu l'idea che fece accendere nell'inventore il desiderio di applicare un principio simile per poter registrare la voce umana.
In precedenza già Édouard-Léon Scott de Martinville era riuscito a registrare la voce umana su fogli di carta anneriti[1][2] fin dal 9 aprile 1860, anche se altre registrazioni dello stesso è probabile risalissero al 1853. Ma si trattava di uno strumento (formato da un corno e uno stilo) in grado solo di registrare ma non di riprodurre: forse ideato con il solo scopo di archiviazione.

Il primo prototipo 


Un brevetto di Edison del 18/05/1880
Edison annunciò l'invenzione del fonografo il 21 novembre. Il primo schizzo del Fonografo apparso sui diari di Edison risale al 12 agosto 1877 e il 6 dicembre dello stesso anno ne diede una dimostrazione pratica ai propri collaboratori.
Essi si trovavano di fronte ad un oggetto costituito da un rullo di ottone (cilindro fonografico) di circa 10 cm di diametro e di lunghezza, sostenuto da un asse filettato. Sul cilindro era tracciato un solco a spirale di 2,5 mm di larghezza e la superficie del cilindro era ricoperta da un foglio di stagnola. Durante la registrazione, il cilindro ruotava e la stagnola veniva sfiorata dalla puntina collegata alla membrana vibrante. La puntina, seguendo le oscillazioni della membrana, incideva una traccia profonda nella stagnola che, tesa sopra al solco, poteva cedere sotto la pressione. Per la riproduzione, il processo sarebbe stato inverso, con l'unica differenza che in questo caso veniva utilizzata una seconda membrana, molto più elastica, posta all'altra estremità dell'apparecchio. Il solco nella stagnola con le sue variazioni di profondità, faceva vibrare la membrana restituendo il suono registrato. Il funzionamento era quindi alternativamente di registratore o riproduttore.
Per nulla scoraggiato dallo scetticismo dei collaboratori, Edison iniziò così a girare la manovella che metteva in moto il sistema e parlando in direzione del diaframma pronunciò la seguente frase: "Mary had a little lamb" ("Mary aveva un agnellino"). Una volta riportato il cilindro al punto di partenza, sistemò l'ago sulla seconda membrana nel solco impresso nella stagnola dalla prima, riprese a girare la manovella e il fonografo ripeté un suono vagamente simile alla frase pronunciata poco prima. La qualità era pessima, ma le basi erano state poste.

Sfruttare il mercato esistente 


Fonografo del 1877
Il 19 febbraio 1878 Edison ottenne il brevetto della propria invenzione e insieme ad alcuni finanziatori creò la "Edison Speaking Phonograph Company", non per vendere le macchine direttamente al pubblico, ma per installarle nelle fiere di paese e nei luna park, dove il pubblico avrebbe potuto farle funzionare utilizzando dei gettoni. Questa scelta fu fatta alla luce della necessità di migliorare ancora molto la qualità della registrazione prima che questa potesse diventare realmente utile per gli uffici per i quali Edison l'aveva pensata. In questo modo si poteva cominciare a sfruttare la curiosità creata dalla novità e cominciare a diffondere una certa conoscenza delle possibilità della nuova invenzione.